Vespa SuperCau "il Fantino" - Vespa Club Rho Squadra Corse Cau

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Vespa SuperCau
“SuperCau Il Fantino” l’omaggio dei vespisti all’ex pilota Giuseppe

L'ispirazione equina che rende la linea di questa Vespa un esemplare unico al mondo si manifesta in vari, sorprendenti modi, il più eloquente dei quali palesa le proprie forme nella parte posteriore, laddove la sella in pelle beige e la carrozzeria, di un verde tipicamente “Sei Giorni”, disegnano un fiero profilo di groppa. Proprio sopra la targa, nel punto in cui le lamiere formano una vezzosa protuberanza, uno quasi non si aspetterebbe di trovare un fanalino di coda, ma una vera e propria coda di cavallo.
Si chiama “SuperCau Il Fantino”, è l'originale omaggio che un appassionato vespista milanese, Valerio Paparazzo, ha tributato a Giuseppe Cau, primo e unico Cavaliere della Repubblica per meriti vespistici, l'ultimo testimone di quell'esaltante stagione in cui le Vespa Piaggio gareggiavano a livello internazionale, vincendo medaglie e coppe a ripetizione e mettendo in riga il resto del mondo delle due ruote. Come a Varese, nel '51, culmine della luminosa parabola agonistica della fabbrica pontederese.
Corsi e ricorsi storico-vespistici: quando Enrico Piaggio, negli anni Quaranta, seppe delle vittorie romane di Cau, che nella capitale nacque nel '28, comunicò a chi di dovere che quel ragazzino veloce come un razzo «andava portato a Pontedera, per sviluppare le Vespa da corsa. Mingherlino com'è, sembra fatto apposta: sarà il nostro fantino!». Tempo fa, in uno degli articoli che il nostro giornale ha dedicato al “mito” Cau, si riportava questa frase del dottor Piaggio. Da lì, l'input che ha acceso la fantasia di Valerio Paparazzo, socio del Vespa Club Cornaredo, di cui Cau è presidente onorario. «Ho letto quel pezzo. La parola “fantino” associata a un corridore di Vespa mi ha colpito», racconta. «Ho pensato, ecco, per l'amico Giuseppe, per il campione Cau, il fantino di Piaggio che diventò Cavaliere, ci vorrebbe una Vespa capace di richiamare l'immagine del cavallo». Da lì, non si è più fermato. «Serate intere passate a disegnare profili, forme, a buttar giù idee. Una cosa la sapevo di sicuro: volevo prendere una Vespa dalla mia collezione e trasformarla in onore di Giuseppe. Alla fine ho scelto la mia preferita. Una “Super” 125 del 1965. Era già restaurata a pennello, ma non ci ho pensato due volte a rivoluzionarla per questo progetto. Doveva diventare diversa da qualsiasi altra Vespa esistente. Essere elegante e sportiva, caratterizzata da una personalizzazione che strizzasse l'occhio al mondo dell'equitazione. Il nome è venuto subito: “SuperCau Il Fantino”».
Per veder finito il bolide su due ruote c'è voluto un po' di più, ma Paparazzo ha potuto contare sull'esperienza di altrettanto appassionati collaboratori. Tra questi,  Raffaele De Benedictis della “Dbr Helmet” di Rovellasca (Co), che ha realizzato la sella e il casco personalizzati con la firma di Giuseppe e uno dei suoi più famosi numeri di gara, il 59.
Il mezzo è vintage, ma anche moderno, per quanto riguarda l'elettronica: contachilometri e contagiri digitali, per dirne una.
Giorni fa, la prima presentazione ufficiale della “SuperCau”: il disvelamento dello scalpitante scooter è avvenuto all'Hotel Best Western Plus “Le Favaglie” di Cornaredo (Mi), durante un party cui hanno partecipato più di duecento persone («E tutti hanno voluto una foto ricordo con Giuseppe in sella alla “sua” Vespa»). Poi, un altro tripudio di flash al raduno nazionale “In Vespa sul Ticino”, a Marcallo con Casone (Mi), più di seicento partecipanti, e, anche lì, la “SuperCau” e Giuseppe, il pilota preferito di Piaggio, a fare da vedette.
Ma è solo l'inizio: la corsa della super Vespa ispirata alle gesta del Cavaliere-Fantino è appena iniziata, e il suo rombante nitrito è di quelli che non passano inosservati.

di Andrea Lanini

                                                












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